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SUMMARY:La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati
DESCRIPTION:“La Casa dalle Finestre che Ridono” film cult di Pupi Avati, sceneggiato da questi con il fratello Antonio Avati, Gianni Cavina e quel frugoletto paffuto e baffuto di Maurizio Costanzo, che pare aver messo le sue manine cicciose e la sua lingua sibillina, un po’ ovunque tipo co-scrivendo la canzone “Se Telefonando”, co-ideando il personaggio di “Fracchia”, collaborando ad un primo progetto scritto di “Salò o le 120 Giornate di Sodoma”, roba che veramente ti chiedi se a questo punto le dimensioni del collo non contino poi così tanto… Torniamo a noi, il film è del 1976 e mentre in Africa si scopre l’Ebola, in America Steve Jobs fonda la “Apple Computer” e in Italia entra in servizio l’ETR.401, primo treno a pendolamento attivo in servizio regolare al mondo e anche qui qualche domanda sul cosa sia andato storto nel tempo me la farei, “La Casa dalle Finestre che Ridono” si prepara per tormentare i sonni degli italiani ed a sconvolgerne i cuori e le menti. Una cosa assolutamente magica di questo film sono le musiche di Amedeo Tommasi, perfette melodie che possiamo dividere nel “tema ossessivo” che ti manda fuori di testa per l’angoscia e nel “tema d’amore” che ti manda fuori di testa per la figura retorica del romanticismo. Queste due musiche onnipresenti fin nell’assurdo, vengono accompagnate da quel suono che io chiamo “TELÍN” di quando accade qualcosa di rapido e inquietante e dalla registrazione del monologo, ancor più terrificante, del “pittore delle agonie” Buono Legnani personaggio cardine di questo film che ha come passatempo, oltre che a giocare alla bottiglia con le due sorelle, quello di ritrarre persone che stanno per morire. Ed ecco all’orizzonte, spuntare a bordo del traghetto “Sandro”, il nostro rubacuori e restauratore Stefano (Lino Capolicchio), chiamato dall’amico e collega Antonio, già sul posto, per salvare un dipinto dell’ormai da lungo tempo defunto Legnani, nella chiesa del paese raffigurante il martirio di San Sebastiano. Mentre sul traghetto il nostro Stefano sembra aver già adocchiato una bella ricciolina, ad aspettarlo al molo vediamo il sindaco nano Solmi (Bob Tonelli) e Coppola (Gianni Cavina) tassista alcolizzato, da qui ha inizio un crescente d’eventi, situazioni e dialoghi deliranti che si stringeranno sempre di più intorno al nostro protagonista. Telefonate, che oggi diremmo in stile The Ring, manichini lanciati dai balconi, una vogliosa maestra che cercando del buon sesso ottiene una lunghissima sessione “d’abbraccio prolungato”, un tipo di nome Lidio capace di proferire unicamente deliri, interpretato da Pietro Brambilla l’attore con la pagina wiki più triste del mondo (Biografia: Cremonese, è il nipote di Ugo Tognazzi. Fine) e Stefano, un eroe incurante di terrificanti pericoli purché si riesca ad “abbracciare” una bella pulzella, un valoroso che alla domanda: Non mi hai ancora detto perché andavi a trovare la mia collega.. ti piaceva è? Risponde: Come dici? Cambiando abilmente discorso ed alla successivo quesito: Ci hai fatto l’amore? Risponde con un rilassatissimo: Ma va…. Per poi stordire definitivamente la ragazza cucinandole copiose quantità di cibo, servendolo con un mestolo e-norme e leggendole da un antico libro di ricette il suddetto aneddoto: Mangiato questo la pulzella e il cavaliere, avranno amore e fuoco in tutto il corpo”. Non ci resta che un piccolo segreto, dovrete seguire le mie istruzioni. Bob Tonelli, il nano che interpreta Solmi, il cui vero nome è Ariano Nanetti, che cioè dio solo sa perché l’ha cambiato… Ecco quest’uomo ha avuto un figlio che ha chiamato Tonelli Steno; Steno che rappresenta un ipocoristico (modificazione fonetica solitamente accorciamento) del nome Stefano, questi ha a sua volta lavorato come costumista e scenografo per molti film diretti da Pupi Avati. Instagram, steno_tonelli foto pubblicate il 27 ottobre 2017, solo due hanno una borsa alitalia in primo piano, in una di queste due ci sono più immagini da scorrere verso destra, scorrete per cinque volte verso destra una delle due, Legnani’s Sisters. Non fate domande e venite a guardare il film.\nRAUL B.\n\n\n\n
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