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Due giorni una notte di Luc e Jean-Pierre Dardenne

Domenica 18 novembre // Pianoterra – Via Confalonieri 3 // H.21.00 // Ciclo Fratellanza

“Due Giorni, Una Notte” film del 2014, scritto e diretto da Jean-Pierre e Luc Dardenne. Il film inizia subito senza molti giri di parole, Sandra, la protagonista interpretata da Marion Cotillard, riceve una telefonata dall’azienda di pannelli solari per cui lavora, verrà licenziata perché i dipendenti sono stati chiamati ed a decidere se tenere lei o riceve un bonus di mille euro ciascuno. Sandra scopre che i suoi colleghi sono stati messi sotto pressione e minacciati rendendo la loro scelta forzata, supportata da una collega e cara amica e dal marito più dolce del mondo, chiede di poter ripetere la votazione per il suo licenziamento, questa volta in anonimato. Partono così i due giorni e una notte, che Sandra avrà a disposizione per far visita, uno per uno, a tutti suoi colleghi, parlargli e cercare di fargli cambiare idea. Il film è minimale, quasi totalmente privo di colonna sonora, camera a mano spesso anche un pò tremolante ed ovviamente estremamente realista. La figlia di Sandra è la stessa che interpreta EA, ovvero la figlia di Dio, ne il film “Dio Esiste e Vive Bruxelles”, e questo mi ha fatto sorridere, unico sorriso in un mare di tristezza e depressione tra pianti, tentativi di suicidio e benzodiazepine come se piovessero, a parte i vaghi parallelismi con la mia vita e la leggera scoliosi della Cotillard che io un controllino lo farei, la protagonista non si rende conto d’avere tutte le carte in regola per diventare una trapper di successo. Il film come dicevo vuole essere estremamente realista e fatta esclusione per alcuni particolari questioni legate alle norme sul lavoro vigenti in Belgio che non corrispondono proprio a quello che accade nel film, l’unico neo che trovo è nella rappresentazione della sua famiglia bambini bravi e felici nonostante una madre depressa che abusa di farmaci, un marito fedele e che la ama veramente, in salute e in malattia e in ricchezza e in povertà, mmh sento quel retrogusto alla my little pony, perché o è la mia vita ad essere iperrealista o sono troppo abituato ai film di Lars Von Trier. La verità è che questo film vuole stare a cavallo tra una storia romanzata e una storia vera, mandando un messaggio ed impartendo una lezione di vita, quindi lo guardo e mi dico sì va bene, poi mi chiedono cosa ne penso e dico, sì va bene, poi mi giro mi guardo allo specchio e mi dico sì va bene Raul, va tutto bene, prenditi un pò di lexotan, due shot di vodka, manda un messaggino alla tua, forse, donna, vai a letto prova a trovare la forza di masturbarti e ricordati di stampare i curriculum da distribuire domani.

RAUL B.

Data

18 Nov 2018
Expired!

Ora

21:00 - 23:00

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