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BladeRunner 2049 di Denis Villeneuve

Domenica 28 gennaio 2018 // ore 20.30 / BladeRunner 2049

Regia Denis Villeneuve, 2017

Premettiamo che sono in balia di dolori lancinanti, collo e schiena
completamente bloccati, in pratica sto scrivendo questo testo dalla stessa
posizione di Stephen Hawking, ma senza la sua intelligenza.
Siamo in California, anno 2049, siamo arrivati al modello di Ipho… emh di
replicanti Nexus 8s, è tutto più pulito, sterile i colori caldi li vedremo in poche
scene, ma quando li vedremo saranno intensi. Non predominano più fumo,
fiamme e polvere; del resto il protagonista questa volta è l’agente K, un
replicante d’ultima generazione che dà la caccia ai vecchi modelli Nexus
ribelli, quindi un essere che per sua natura è freddo, imperturbabile, apatico,
impossibilitato ad esprimere espressioni o sentimenti, quindi Ryan Gosling.
Ah-ah.. Beh, so di avere un problema con lui e il suo modo di interpretare
l’uomo-tipo, ma indovinate un po’ qui è un replicante, quindi è perfetto, come
Milla Jovovich nei vari Resident Evil, stesso concetto. In fondo a Ryan gli
voglio bene, siamo nati quasi lo stesso giorno, e poi dopo 5 minuti dall’inizio
del film qualcuno lo stava già usando come un ariete per buttare giù una
parete, come fai a prendertela con lui a quel punto.
Tralasciando il fatto di K che rientra in casa e si trova Joi (Ana De Armas),
che lo accoglie in modo sottomesso, romantico ed eccitato, cosa che per un
attimo mi ha fatto temere (e forse anche sperare) partisse una scena alla
Knock Knock; il tutto fluisce bene anche nei confronti del primo film, un vero
trionfo per quella che è l’immagine e la fotografia.
Nel lasso di tempo, che trascorre tra i due film, verremo a sapere che c’è
stato un blackout in cui un enorme quantità di dati sono andati persi, ce lo fa
sapere un segretario/archivista calvo aggiungendo la frase “tutti ricordano
dov’erano durante il blackout”, io per esempio guardavo la Melevisione.
Per concludere; l’unica scena del film, in cui degli adulti consenzienti,
s’intrattengono con una sorta di ricreazione sessuale non è altro che un
remake di una scena in Her (Spike Jonze), peccato, rimpiango un po’ la
passione coatta del primo film, l’amore umidiccio ed il crepitio delle gambe
emozionate. Ah, le riprese del film sono iniziate il 19 settembre (2016) e sono
terminate il 25 novembre (2016), impressionante… che poi corrisponde alla
durata del mio ultimo legame di tenerezza umana, convincendomi sempre di
più che dovrei smetterla d’ignorare gli indizi profetici nei film che guardo, e
non dovreste farlo neanche voi; quindi vi aspettiamo questa domenica, alla
proiezione del film in lingua originale, ma con i sottotitoli in italiano.
RAUL. B

https://youtu.be/Y5CtKqurUxI

Data

28 Gen 2018
Expired!

Ora

20:30 - 23:30

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