Ghost in the Shell di Mamoru Oshii
Ghost in the Shell, film d’animazione del 1995 diretto da Mamoru Oshii, basato sul manga originale di Masamune Shirow è una delle prime pellicole ad unire l’animazione tradizionale e l’animazione al computer con successo, nonché precursore nel trattare temi legati al mondo Cyberpunk e dell’hacking, non a caso quest’anime influenzò film come Matrix di quei geniacci dei frat..emh sorelle Wachowski e registi come Steven Spielberg e Joss Whedon. La trama è molto semplice; vero che se siete dei noob e il vostro livello di conoscenze informatiche è pari a “the cat is on the table”, roba che per voi la Silk Road è soltanto le tratta di commercio tra impero cinese e romano, la trama potrebbe essere un po’ più complicata, una cosa che potrebbe provocare espressioni tipo: are you a wizard? Ecco, diciamo che se in queste due righe precedenti non avete capito nulla, avete comunque capito in modo indiretto cosa intendo e cosa potreste provare durante il film, che poi non so voi ma io quando non sono pratico di un argomento che si sta trattando mi diverto di più, quando non so le cose immagino meglio. Ed ora SPEED MODE, 2029 il mondo è completamente informatizzato, gran parte della popolazione del pianeta è composta da individui che hanno impianti cibernetici o che sono dei robot completi, e le varie nazioni sono ancora in lotta tra di loro. Qui vediamo il cyborg, rigorosamente femmina, Motoko Kusanagi membro della nona sezione di polizia, affrontare un bug, un hacker, un essere non ben definito chiamato “il Signore dei Pupazzi”. Tra manipolazioni mentali, inseguimenti, e lodevoli rappresentazioni di teste che esplodono e ossa che si rompono, potremo estasiarci anche con la colonna sonora di assoluto rilievo e magica bellezza. Quasi tutti noi viviamo in superficie, senza sapere che quello che magari chiamiamo hacker in verità è un craker e che ancora, ci siano black hat e white hat. La rete è vasta e infinita, e io ancora ricordo la mattina che mi svegliai e scopri che avevano arrestato il signor Megavideo (Kim Dotcom), colui che come canta nella sua canzone, dove inspiegabilmente compaiono solo persone afroamericane, solo con Megaupload faceva il 4% of the internet.
RAUL B.
