High Winds // Fabio Mina
Non sappiamo dove nasca né
abbiamo idea di quale sia la
sua ultima destinazione; nel suo
percorso spazza via, sposta,
piega, muove, spettina, dà
ristoro, distrugge e crea. Lo
conosciamo bene, il vento, ma
mai lo capiremo fino in fondo, ci
sfuggirà sempre il suo ritmo,
talvolta regolare e cadenzato
altre volte totalmente
imprevedibile.
Ho compiuto un piccolo viaggio
alla ricerca dei luoghi Italiani più
legati al vento, registrando i
suoi multiformi suoni, dalle
altissime dune della Sardegna
Occidentale a Trieste, dagli
impianti per l’energia eolica alle
creste dell’ Appennino dove più
correnti si incontrano e soffiano forte.
Ho sempre trovato nel vento
una sorta di maestro, dal quale
imparare l’arte del mutamento, del lasciarsi portare, non come
in una resa passiva, ma come
fanno gli uccelli marini o gli
alberi che non gli si oppongono,
sarebbe inutile, ma lo
assecondano e tentano di
comunicare con le sue folate.
Così è nata questa musica.
Fabio Mina
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Fabio Mina: flauto, duduk, danmoi,
elettronica, effetti
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Dal 2007 collabora col trombettista tedesco Markus
Stockhausen con cui si è esibito in diversi festival in Italia e in Germania e con cui lavora attualmente assieme al
batterista Enzo Pietropaoli.
Lo stesso Stockhausen, nel 2011, ha prodotto il suo primo
album “Vìreo” per l’etichetta tedesca Aktivraum, e compare
nel secondo, “The Shore”.
Suona in duo con il chitarrista norvegese Geir Sundstøl e da anni
condivide molti dei suoi concerti col percussionista Marco Zanotti; assieme a Zanotti e a Peppe Frana, all’ oud elettrico ha formato il trio
Mothra, con cui ha lavorato in Europa e Asia.
Ha collaborato con artisti come Kudsi Erguner, Fabrizio Ottaviucci,
Enzo Pietropaoli, Tara Boumann, Luigi Ceccarelli, Cristiano De Andrè
e Vinicio Capossela.
