Il Sapore Della Ciliegia di Abbas Kiarostami
Domenica 4 marzo 2018 // Pianoterra // IL SAPORE DELLA CILIEGIA // Abbas Kirostami – 1997
Con questo film inizia il ciclo della morte. Pensavo d’averci messo una pietra sopra per un po’ con quest’argomento; sapete chi come me ha l’anima del poeta e una foto di Tenco nel portafoglio d’estate non può che andare una settimana a Riccione, capite no… per bilanciare. Comunque, di sera spesso me ne andavo al cinema e giuda ballerino erano tutti film con un irreversibile componente di morte, e boia mondo in quel periodo non c’era una donna a scaldarmi il lettino da sole, in parole povere rischiavo l’annullamento dell’effetto Riccione, che poteva essermi fatale combinato con l’aria condizionata e l’enorme quantità di granita ingerita in quei giorni. Il Sapore della Ciliegia è un film che ha il gaudio e la lietezza di Peter Steele nelle sue giornate migliori; un uomo di nome Badii vaga con la sua auto in cerca d’aiuto, il nostro protagonista medita il suicidio, cerca qualcuno che in cambio di soldi lo ricopra letteralmente di terra nel caso in cui portasse a termine il suo proposito, e dopo svariati tentativi incontra il signor Bagheri che sembra accettare l’offerta. In quella che sicuramente è una trama minimalista, ci imbattiamo in una sceneggiatura che presenta una quantità enorme di domande, spesso ci ritroveremo con domande in risposte a domande e piccoli monologhi di domande, roba che neanche la mia ex potrebbe tenervi testa; ovviamente sono arrivato alla conclusione del tutto logica che al momento della stesura del testo Abbas fosse momentaneamente posseduto dal modus operandi di Gerry Scotti, anche perché mi aspettavo da un momento all’altro che qualcuno rispondesse al signor Badii con: Passaparola. A parte questo Kiarostami ci regala un film in cui, eccetto la fine, fa “parlare” esclusivamente i rumori della natura, i suoni dell’uomo, il tutto in un paesaggio collinare, terroso e aspro, che muta e veste lo stato d’animo di chi è ritratto nella storia. Per rimanere frizzantini e curiosi vi dico anche che nel 1997 è morta Jeanne Calment (21 febbraio 1875-4 agosto 1997) di 122 anni e 164 giorni, l’essere umano più longevo di cui si abbia notizia certa, mentre per concludere in armonia vi confesso che dopo aver visto i baffi di Bagheri ho avuto una crisi di mezza età durata qualche ora, terminata con l’arrivo della ragazza, che scalda con amore il mio letto soppalcato, munita di cedrata tassoni, salvandomi la vita. Già Il Sapore della Cedrata.
RAUL B.
