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Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson

LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU – 2004 // Wes Anderson // Domenica 22 aprile – H21.00 // Pianoterra – Via Confalonieri 3

Se dicessi di aver preso molti appunti durante il film mentirei spudoratamente, la trama è minimale e semplice bisogna solo guardare e godere di ciò che si vede e si sente, relativo alla colonna sonora, decisamente ricercata. Se dovessi fare una metafora visiva di me che guardo questo film sceglierei quella d’un bambino che gioca con la carta da regalo anziché col regalo vero e proprio. Nei film di Wes Anderson tutto è rigorosamente confezionato, bello e pulito, fuori dal mondo reale, quindi magico e romantico. Chiunque vorrebbe vivere o passare del tempo in quella realtà, ma per fuggire dalla vera realtà roba che a Neo di Matrix verrebbe una sincope. Il cast stesso, spesso stellare, si ritrova a recitare seguendo un copione iper narrativo, iper descrittivo ed impostato su dialoghi di schiettezza comica; ma ancora più importante gli attori si ritrovano a militare in uno stile ben preciso, quello di un regista che ha creato un suo mondo meraviglioso, che incanta chiunque vi guardi dentro ma che al contempo privi di una volontà propria, come se fossimo sull’isola dei Lotofagi. Mi piace tanto guardare i suoi film, mi fa staccare, come mi piace guardare Mofy di Aki Kondo, rendendomi conto solo quando ci sono dentro fino al collo che sto perdendo me stesso, oltre che alla mia virilità. E’ come guardarsi una maratona di tutte le pubblicità di Capitan Findus cantando le canzoncine e godendosi la gioia del momento, per poi accorgersi solo alla fine che c’è qualcosa di strano in quel vecchio bonaccione con una barca piena di bambini in mezzo al mare. Insomma il trauma da “Paese dei Balocchi” dove il povero ciuchino Alessandro dice straziato di voler tornare a casa; sarà che ero un bimbo dal cuore sensibile e protettivo, ma quella scena mi ha insegnato che se una cosa è troppo bella c’è qualcosa sotto, qualcosa d’inquietante. Tra un product placement e l’altro della Campari, e gatti siamesi che compaiono come Starbucks in Fight Club, il film fluisce, ogni singolo personaggio è un “personaggio”, dal nonnino stalker che vuole mille autografi al cane a tre zampe, dall’assistente alla ricerca Javier all’oscar a forma di pesce, che cioè spostati proprio. Mi guardo alle spalle e tante piccole cose mi hanno fatto sognare e sorridere di questo film, poi faccio due passi indietro e mi ritrovo a girare alle 3.00 di notte in Corvetto chiedendomi perché con tutta la droga che gira a Porto di Mare, non ci sia la ben che minima ombra di magia narcotica nell’aria, in stile Wes , ma solo tipe che rasentano i muri e allungano il passo per tornare a casa.

RAUL B.

- Who's that dude? - It's my research assistant, Javier.

Data

22 Apr 2018
Expired!

Ora

21:00 - 23:00

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