Marketa Lazarová di František Vláčil
Domenica 18 febbraio 2018// Pianoterra // MARKETA LAZAROVA’ // Frantisek Vlàcil // 1967
Allora, mi stavo cucinando un paio di uova al tegamino, nudo, sigaretta nelle fauci, sculettando ascoltando La Mia Signorina di Neffa; cazzo l’amore vabbè… la mia routine mattiniera viene interrotta dalla mia signorina, una deliziosa goccia di miele riccia, mi sussurra: Raul devi scrivere di Marketa Lazarovà. Fu così che andammo in un bar per guardarci il film, 162 minuti in cui ho provato gamme emozionali che non pensavo di poter provare tutte insieme; frase più detta durante il film: Ma ho sentito bene? o, Ma ho visto bene? Torna indietro ti prego. La trama s’avviluppa intorno all’epica e feroce faida tra due clan rivali medievali, una premessa semplice che però andrà a svolgersi in una complessità totale e delirante; nella storia, nelle immagini e nelle musiche, che secondo me se ascoltate per più della durata del film potrebbero causare un effetto da Sindome di Lavandonia. Per tornare alla storia devo dirvi prima una cosa, è un film cecoslovacco, grazie ai sottotitoli capiamo cosa dicono, che qui non equivale sempre a capire che cosa stia succedendo. I nomi delle persone e dei luoghi non si potevano certo tradurre, e gente nella mia testa c’era un omino seduto su una sedia che sorrideva e annuiva alternato a Carmen Miranda che balla Chica Chica Boom, a volte non riuscivo neanche a capire se si stesse parlando di una città o di una persona, ma insomma ha aumentato il trip. Stiamo parlando di una lingua che in alcune parole non ha neanche una vocale, quindi stiamo parlando di un paese dove “La ruota della fortuna” non avrebbe mai avuto possibilità di sopravvivere e che vita fai se non puoi neanche comprarti una vocale, che tipo di esistenza ti attende quando la parola indurito si scrive ztvrdl. Qualcuno l’aveva capito, e quel qualcuno si chiamava Angelo Branduardi, e quest’ultimo ci scrisse una canzone a riguardo che s’intitola Alla Fiera Dell’Est, non sto scherzando; secondo me Branduardi guardò il film e si disse: Di madrigalistica medievale me ne intendo cambio i nomi cecoslovacchi con parole italiane e ci faccio una canzone, che conosciamo tutti, ma che avrebbe potuto avere anche una variante che avrebbe fatto pressappoco così (spoiler allert): “Alla fiera dell’Est per due soldi un carretto mio padre rubò, e venne Kozlìk, che picchio Lazar, che voleva andare a Boleslav, dove viveva Birra, che andò a picchiare Adam e Mikolàs, che stuprò Marketa, che s’innamorò di Mikolas, il cui fratello Adam, fece sesso con la sorella Alexandra, che uccise Cristian con un sasso, che era figlio di un re, che era il capo di Birra che sposo Mikolas e Marketa, che rimase vedova e incinta, che adottò il figlio incestuoso di Alexandra e suo fratello, che non aveva un braccio, ma che con il suo unico braccio, tirò una pietra in testa a uno che guidava un carro, che mio padre rubò.” Per le puttane di Herod Esclamerete voi, e beh come darvi torto…
RAUL B.
