Roma – Alfonso Cuarón
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domenica 3 feb. alle 21.00
qui le parole che ci regala Raul b. su Roma di A. Cuarón
Guardando questo film volevo rimanere più freddo e distaccato, desideravo che la razionalità ed i tecnicismi prendessero il sopravvento e non andare in brodo di giuggiole, con Roma non ci sono riuscito. Scritto, diretto e sceneggiato da Alfonso Cuarón, il film, in bianco e nero, è ambientato nei primi anni ‘70 in Messico, per la precisione nel quartiere borghese “Colonia Roma”, compiaciuto d’apprestarmi a guardare qualcosa che non fosse alla Danny Trejo, che comunque amo, ma che di messicano ha solo la faccia, mi sono potuto immergere in un film poco spettacolare, ma estremamente profondo e spesso, di quelli che ti stendono con una manata e poi ti aiutano a rialzarti. Tanti suoni e tanti silenzi, le radio in sottofondo che accompagnano una quotidianità dove la protagonista Cleo, giovane indigena, serve una famiglia di discendenze spagnole, Sofia, padrona di casa, il marito Antonio, i quattro figli e la nonna materna, senza dimenticarci degli animali domestici, tra cui Borras un cane capace di produrre una quantità esagerata di “bisognini”, che regolarmente Antonio con la sua grossa, costosa e vistosa Ford “spatascia” in giro per tutto il vialetto di casa. In questo periodo storico la situazione politica messicana è caratterizzata da proteste popolari e violente repressioni, tutto pare essere diviso in due, bianco o nero, da un lato l’agiatezza di chi sta bene godendosi la vita, mentre dall’altra popoli sottomessi con un destino già scritto al servizio di qualcun altro. E tra un Jackie Chan versione messicano e teste di cani imbalsamate, gente che fuma in ospedale e gente che balla la conga, una mascotte natalizia che sembra uscita da “The Village” e pennuti che trombano nei sottoscala, tutto scorre intimamente sotto la direzione di un regista che parla l’esperanto. Questo film NON parla di farabutti, uomini meschini e brutali “uguali” nella loro mancanza di morale, al contrario, qui sono una metafora per arrivare a raccontarci donne forti, tutte diverse che riescono a donare anche quello che non hanno senza chiedere nulla in cambio, donne che vengono accomunate dalla capacità di sopravvivere, riuscendo a farlo senza distruggere ciò che le circonda. Shantih Shantih Shantih
RAUL B.
ingresso libero. no tessere.
