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Sonatine di Takeshi Kitano

SONATINE – 1993 // Domenica 15 aprile // h. 21.00 // Pianoterra

Ahhhh Takeshi, Takeshi, Takeshi. Cosa devo fare con te, non puoi ogni volta entrare nella mia vita, mostrarmi la luce divina della realtà e della conoscenza e poi andartene via; in quel modo brusco poi, che ho qui la mia donna (così umana lei) che c’è rimasta talmente male che non la finisce più di piangere, cioè senza neanche salutare… Prima di tutto diciamo che se un uomo di razza asiatica nipponico, luminare e luminoso, rispettato e rispettoso, comprensivo e niente… Se quest’uomo e quando dico se dico, quest’uomo, nato da una carriera comica, non avesse inventato quel programma disceso direttamente dal regno degli dei di nome “Takeshi’s Castle” (1986-1989), forse e dico forse Koushun Takami non avrebbe scritto “Battle Royale” (1999), e Kinji Fukasaku non ne avrebbe mai fatto un film (nel 2000) dove, tra l’altro, tra gli attori c’è Kitano, e dove c’è anche Chiaki Kuriyama, che Tarantino notò in quel film e chiamò per interpretare GoGo in Kill Bill, e sicuramente Suzanne Collins non avrebbe mai scritto Hunger Games (che è la copia brutta di Battle Royale), e quindi non ci sarebbero stati i film di hunger games che direte, e quindi dove vuole arrivare? Che magari quella bonazza di Jennifer Lawrence non sarebbe diventata famosa e quindi una parte del mio immaginario erotico non esisterebbe. Grazie Takeshi Kitano, adesso quasi piango io. Comunque “Sonatine”, la colonna sonora è bella forte, poi date a Kitano una sala da mahjong, la yakuza e una spiaggia e patapim e patapum sei già partito col trenino speciale dei trip targati Takeshi K., che qui interpreta il protagonista Murakawa, un criminale che ormai svuotato dalla vita vuole solo cambiare e andarsene. Contrariamente verrà mandato per un’ultima missione nell’isola di Okinawa, per mettere fine ad una guerra tra bande rivali. Cravatte e camicie dalle fogge improponibili, uomini in shorts, ed il limbo, in cui uomini consapevoli del loro destino giocano come bambini e amano come adolescenti. La sonatina è una forma di composizione musicale che indica letteralmente una piccola sonata, e io dico grazie Wikipedia ma mia madre per anni me le ha suonate so bene cosa vuol dire; te ne dò un po’ ma non troppe tutte insieme,
e io questo pensavo mentre guardavo il film. Tralasciando le effettive sonatine musicali, la pellicola è costellata da tante piccole “sonatine”… botte, spari, accoltellamenti, testate, esplosioni, tutto è tranquillo poi all’improvviso SBAM macello, poi ancora tutto tranquillo. Pochissimi oserebbero rappresentare la violenza nel cinema come ha fatto lui. E si che lo so anche io che la violenza vera è fatta così; silenzio, rumore e poi ancora silenzio.

RAUL B.


Data

15 Apr 2018
Expired!

Ora

21:00 - 22:40

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